Certamente questo week-end molti
appassionati verranno alla Comiconvention del Quark Hotel anche per
cercare le storie (pubblicate su
Topolino e ristampate sui
Classici di Walt Disney e sui
Grandi Classici Disney) di Romano Scarpa.
Scomparso lo scorso 23 aprile (a Malaga, in Spagna, dove viveva dal
1994 con la moglie Sandra e la figlia Sabina), Scarpa era il più grande
dei cosiddetti “Disney italiani”, vale a dire dei tantissimi
sceneggiatori e disegnatori nostrani che hanno ripreso i personaggi
creati nei cartoni della major californiana e sviluppati a
fumetti dai geniali Floyd Gottfredson (per i Topi) e Carl Barks
(per i Paperi), che spesso ne avrebbero peraltro creati ex novo (come
Paperon De’ Paperoni).
Scarpa nasce a Venezia il 27 settembre 1927. È profondamente influenzato dai fumetti, specie quelli Disney pubblicati su
Topolino
(all’epoca in formato “giornale”, il formato attuale risale al
dopoguerra), realizzati dal grande Gottfredson e dai suoi
collaboratori, e dai cartoni animati.
Negli anni Quaranta tenta la via dell’animazione (che riprenderà, con
ottimi risultati, decenni dopo), ma nell’Italia dell’epoca mancano i
soldi per realizzare cartoni animati. Nel 1953 inizia allora a
disegnare storie per
Topolino: debutta con
Biancaneve e Verde Fiamma, su testi di Guido Martina. Del 1956 è invece
Paperino e i gamberi in salmì,
la sua prima storia come autore completo (sceneggiatura e disegni). È
un debutto felicissimo: a differenza di Martina (ottimo sceneggiatore,
ma molto legato agli stilemi della commedia dell’arte), Scarpa è
perfettamente aderente allo spirito Disney e il suo Paperone è quasi
più interessante di quello del suo creatore Carl Barks.
Contemporaneamente finisce l’era delle grandi storie a strisce di
Topolino disegnate da Gottfredson e pubblicate a puntate sui quotidiani statunitensi. Le rimpiazzano gag autoconclusive.
Con
Topolino e il mistero di Tapioco VI
Scarpa si dimostra quindi ottimo erede di Gottfredson (anche nel
disegno) cercando di riprendere il Mickey Mouse avventuroso degli anni
Trenta (quello successivo era sempre molto valido, ma forse un po’
troppo intellettualistico per i lettori di
Topolino di allora). L’autore veneziano entra quindi in una stagione creativa d’oro: nel giro di pochi anni crea capolavori come
Topolino e l’unghia di Kalì,
Topolino e la Dimensione Delta,
Topolino e la Collana Chirikawa,
Paperino e l’Uomo di Ula-Ula, nonché
Paperino e le lenticchie di Babilonia.
Lo piangono pure negli States
È bravissimo sia con i Paperi sia con i Topi e crea personaggi
fondamentali, come per esempio Brigitta MacBridge, la papera che
eternamente vuole sposare Paperon de’ Paperoni.
Nel 1968 la sua storia
Topolino e il Pippotarzan (uscita nel 1957) ispira il film di Mario Monicelli
Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa
(la trama del fumetto è la stessa della pellicola), con Alberto Sordi,
Bernard Blier e Nino Manfredi al posto rispettivamente di Pippo,
Topolino e di Peppo (il fratello di Pippo).
Dal 1963, però, per ragioni economiche (i disegni sono pagati meglio
delle sceneggiature) Scarpa inizia a disegnare quasi soltanto su testi
altrui. Il disegno però migliora moltissimo (grazie anche
agl’inchiostri di Giorgio Cavazzano, destinato a diventare uno dei più
grandi disegnatori Disney di sempre) e nel 1970 disegna, su
sceneggiatura di Martina e assieme a Giovan Battista Carpi, la
lunghissima
Storia e gloria della Dinastia dei Paperi, epica saga incentrata sugli antenati di Paperino e di Paperone.
Negli anni Ottanta Scarpa tornò a scriversi più spesso le storie da sé. In questa fase realizzò le
Paperolimpiadi
(all’epoca la più lunga storia disneyana), storia uscita in
contemporanea con le Olimpiadi di Seul, e, nei primi anni Novanta, una
serie di narrazioni “a strisce” (che omaggiano quelle del
Topolino classico), fra cui
Topolino in: Ciao, Minnotchka!, parodia del film
Ninotchka e con molti riferimenti al crollo dell’Unione Sovietica.
Un grande vuoto, insomma, quello lasciato da questo disneyiano nostrano
doc, significativamente salutato anche da Roy Disney, nipote di
Walt, che sul sito a lui dedicato dall’appassionato Francesco Spreafico
www.dimensionedelta.net/scarpa/ ha voluto lasciare il proprio messaggio di cordoglio. Consola l’uscita in edicola, la scorsa settimana, dell’albo
Paperino in Il Milione e altre grandi storie di Romano Scarpa (Disney Italia), che ristampa alcuni grandi classici del maestro veneto come
La storia di Marco Polo detta il Milione (una versione del viaggio del famoso esploratore che su
Topolino uscì originariamente in contemporanea al famoso sceneggiato televisivo diretto da Giuliano Montaldo) o come
Topolino e il ferro d’oro,
omaggio dell’autore alle proprie radici in cui si scopre che Topolino
ha un antenato veneziano, Topolinio Forcola. Il volume, arricchito da
un’introduzione del critico Luca Boschi (uno degli autori di
Sognando la Calidornia) è infatti una vera chicca.