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(65-8 a.C.),
Odi, III, 2, 13
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Pedofilia? C’è il walled garden
Gli italiani hanno fatto follie per schivare l’influenza aviaria, ma trascurano un’epidemia assai più diffusa e contagiosa. Abbiamo chiesto a uno dei principali studiosi italiani alcune semplici regole per difendersi dalle aggressioni sull’internet
di Michele Crudele
Fioccano annunci di retate di pedofili che hanno adescato bambini utilizzando le chat su internet. Perché il fenomeno, esistente da sempre, è cresciuto in modo così evidente? La comunicazione in rete dà ai pedofili nuove possibilità di scambio di materiale (spesso con corrispettivi economici) e crea con facilità comunità che vedono legittimato il proprio vizio dal numero di persone che lo condividono. Inoltre i bambini di oggi sono assuefatti alla pornografia, vista in tv e per strada, e non si spaventano quando vedono immagini di coetanei in pose erotiche. È una delle cause della risposta «in fondo non c’è nulla di male” data dal 25% di bambini che hanno avuto contatto con un pedofilo e non hanno raccontato nulla ai genitori, secondo l’indagine italiana ICAA “Child Internet Risk Perception”. L’abbassamento del grado di sensibilità dei bambini fa sì che accettino con interesse la proposta del pedofilo di imitare quello che “si diverte” in pose oscene. Anni fa il bambino sarebbe andato subito preoccupato dalla mamma o dal papà a chiedere spiegazioni. Invece ora il 33% di quelli contattati da un pedofilo pensa che i propri genitori «non capirebbero la situazione».

Ho imparato da mia madre a guardare da entrambe le parti quando attraverso la strada, anche quando è a senso unico. Chi insegna ai bambini di oggi come “attraversare” internet? Nessuno: né i genitori né gli insegnanti hanno la cultura sufficiente. Non sono consapevoli, per esempio, che la maggior parte dei portali italiani riporta in prima pagina notizie di gossip o addirittura nudi espliciti, dando più rilevanza a una pornostar che al risultato dell’elezione del presidente degli USA o alla Messa di inizio pontificato di Benedetto XVI. Non è così in altri Paesi, dove il portale equivalente, gestito dalla stessa società, è impostato come una testata giornalistica “normale” e adatta anche ai minori. Su internet non c’è possibilità di distinguere il tipo di pubblico: il gestore di un sito non sa chi lo vedrà e se sarà consultato anche da bambini. Sta al suo senso di responsabilità adeguare il contenuto.
Diventa importante quindi avere strumenti che impediscano di accedere a risorse pericolose. C’è un vantaggio aggiuntivo: si evita di frequentare, anche accidentalmente, quei siti che notoriamente distribuiscono virus e truffe telematiche e ci si tutela nei confronti della recente legge 38/2006 “Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet” che prevede pene severe per chiunque detenga immagini pedopornografiche.

Esistono programmi che analizzano tutte le pagine richieste da chi sta alla tastiera e decidono “al volo” se rispondono a criteri predefiniti di opportunità. Non sono perfetti, anche per la difficoltà di catalogazione di contenuti che possono essere travisati nel contesto: anche la Bibbia parla di temi scabrosi. Sul sito www.ilFiltro.it si trovano valutazioni di efficacia e le caratteristiche dei sistemi più diffusi sul mercato italiano.
Invece di installare il programma sul proprio pc, ci si può affidare a un fornitore di connettività che si occupi del filtraggio, come www.Davide.it, leader indiscusso italiano.
Non è particolarmente efficace l’approccio alternativo e “democratico” di ICRA, associazione internazionale formata da grandi aziende. Si basa sull’etichettatura del sito fatta dal gestore stesso, che segnala con un bollino il livello di nudo, volgarità, violenza, discriminazione razziale, droga, gioco d’azzardo, ecc. L’utente installa sul proprio pc il filtro ICRAplus gratuito e decide il livello d’accettazione per ogni categoria: il sistema blocca le pagine che superano quel livello. Sono pochi i siti etichettati nel mondo e quasi nessuno in Italia, dove capita che uno dei portali più frequentati abbia l’etichetta “tutto pulito” mentre invece parla di erotismo esplicitamente in prima pagina.

La biblioteca educa
Esiste un’alternativa molto più efficace: creare una “biblioteca di casa”, termine che ho coniato per tradurre il concetto di walled garden, giardino recintato. Quale genitore compra migliaia di volumi e poi mette sotto chiave i libri inadatti ai figli? La normalità, anche per motivi economici, è comprare solamente quelli utili e arricchire la biblioteca man mano che i figli crescono. Perché non possiamo fare la stessa cosa con internet? Si tratta di scegliere alcuni siti (non ne servono centinaia per un bambino) e fare in modo che si possa navigare solo su quelli. Non è una menomazione intellettuale, come sostengono i fautori dell’apertura totale. La funzione dell’educatore è sempre stata quella di selezionare le fonti di conoscenza, definendo percorsi di apprendimento, e non quella di mettere gli alunni di fronte a cento enciclopedie dicendo loro: “Studiate!». Il mito dell’ipertesto illimitato è caduto presto, quando ci si è resi conto che distrae lo studente dall’obiettivo.

Una delle obiezioni immediate a questa mia proposta è che il bambino può andare in un Internet café oppure da un amico e navigare senza le protezioni. È vero, così come può andare in edicola a comprare una rivista pornografica e persino in alcuni cinema dove la proibizione d’ingresso è sistematicamente violata. Non dimentichiamo però che la consapevolezza della trasgressione aiuta la coscienza a chiedersi se vale la pena di fare qualcosa di male. Invece la considerazione “in fondo non c’è nulla di male” nasce quando in casa nessuno segnala l’errato comportamento.
Come fare una “biblioteca di casa”? Bisogna installare il filtro gratuito ICRAplus e impostarlo in modo che blocchi tutti i siti tranne quelli che elenchiamo noi: ogni volta che ne vogliamo aggiungere uno, useremo la password apposita. Questa è la vera libertà di scelta, senza lasciare che altri scelgano per noi e influenzino negativamente i nostri figli. Sempre su www.ilFiltro.it ci sono semplici istruzioni anche audiovisive al riguardo.
E nel prossimo futuro? È in arrivo nel 2007 la nuova versione di Windows: Vista. La buona notizia è che contiene un sistema di parental control incorporato, abbastanza efficace (Microsoft italiana mi ha fornito la versione beta2 per provarla) con il quale si può anche impostare la “biblioteca di casa” senza dover aggiungere altro software.

Lo scenario dei prossimi mesi sarà sempre più caratterizzato dalla comunicazione personale always on, sempre connessi a internet. Ognuno ha già almeno un telefono cellulare, e questo diventerà lo strumento per vedere tv (il DVB-H, che sarà sperimentato in Italia con i campionati mondiali di calcio), scambiare informazioni e accedere a risorse remote, oltre che per parlare. Come garantire privacy e tutelare i minori? Dobbiamo ancora scoprirlo. E c’è spazio per sviluppi tecnologici importanti, ma nessun sistema è efficace senza la consapevolezza del rischio. È curioso come gli italiani si preoccupino così tanto per l’influenza aviaria, anche con comportamenti irrazionali, data la bassissima percentuale di rischio reale attuale, e invece trascurino quasi del tutto la difesa dei propri figli dall’esposizione alla pornografia e ai pedofili. Salvo piangere dopo, quando il peggio è accaduto. Per questo motivo l’Associazione Centro ELIS ha iniziato una campagna informativa nelle scuole di Roma, patrocinata dal V Municipio, dal Comitato Internet e Minori e dall’ISCOM del ministero delle Comunicazioni, destinata a genitori e docenti. È possibile fare richiesta scrivendo ad associazione@elis.org per organizzare un incontro di un’ora con spiegazioni e distribuzione di materiale informativo gratuito.


Michele Crudele (www.crudele.it) è Direttore dell’Associazione Centro ELIS e docente di Informatica presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. Fa parte della commissione tecnica che ha redatto il Codice di autoregolamentazione Internet e Minori del Ministero delle Comunicazioni. Ha curato la traduzione italiana del filtro ICRAplus.
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