A differenza della musica pop e rock,
il mercato della musica classica si rinnova grazie alle nuove
interpretazioni di capolavori piuttosto che dinanzi a vere e proprie
primizie musicali. Vi è anche la musica contemporanea, di certo, che
sta conoscendo un aumento di interesse non solo tra gli appassionati. E
sicuramente è vero che la sensibilità odierna, rileggendo i grandi
classici, ne illumina certi particolari capaci di gettar luce su autori
oggi magari negletti, come la maggior parte dei compositori classici a
noi più recenti. Ed è altrettanto vero che il successo di certe nuove
canzoni non rappresenta una rivoluzione culturale nel campo della
musica: il pop, il rock – più facili della musica classica –
accarezzano maggiormente le attese degli ascoltatori, innovano meno nel
profondo il linguaggio, non ne hanno forse bisogno e quindi, dopo
milioni e milioni di dischi venduti, sembrano godere di una maggiore
salute.
Per uscire dall’asfissia l’industria della musica classica pare abbia
trovato un filone d’oro nel settore dei dvd musicali. Invece che
riproporre per la centesima volta una nuova interpretazione di una
sinfonia di Mozart o di Beethoven, tra gli scaffali dei negozi si è
aperto un ampio spazio dedicato alla loro visione. Sono diventati così
centinaia i dvd rubricati sotto le diverse categorie: concerti, opere,
balletti, operette, ritratti di artisti.
Qui, come nei vecchi dischi, l’ingrediente irrinunciabile è la musica.
Che è qualcosa di immateriale, nel senso che per essere gustata appieno
non ha bisogno di essere vista: un’arte in massimo grado astratta che
riempie di gioia anche una sala enorme senza tuttavia necessitare della
presenza fisica degli strumentisti per rendersi appieno apprezzabile.
Alcuni diranno che un disco non sostituirà mai il coinvolgimento e la
bellezza di un ascolto dal vivo, dinanzi a una vera orchestra. Vero,
però, mediamente, la rivoluzione apportata prima dal disco e poi dal cd
è consistita proprio nel ricreare emozioni impareggiabili “fai da te”:
in una piccola stanza, per strada nel traffico con il walkman, sulla
cima di una montagna. Dunque, che cosa aggiunge ora un dvd musicale?
Per catturare nuove platee
Siamo nuovamente un passo avanti, non indietro. La musica come fonte di
gioia è la premessa necessaria. Il desiderio di goderne il più
possibile è la molla che ha permesso di ascoltarla anche oltre le
gloriose eppure anguste mura dei teatri e delle sale da concerto.
Quindi il dvd musicale, che permette di portare, sempre in cima alla
montagna, un’orchestra magari di centinaia di professori: recuperando
così la gioia di un veder fare musica. L’impresa non è nuova in
assoluto, perché già con le videocassette e i più sfortunati laser disc
l’appassionato poteva godersi da casa un’opera o un concerto. Di suo,
in più, il dvd musicale ha portato una qualità eccellente dell’immagine
(già peraltro ottima nei laser disc), e soprattutto tante possibilità
di interazione: inserti, interviste al direttore d’orchestra, ai
cantanti o agli stessi esecutori, ritratti dei compositori o dei luoghi
dove si è svolto il concerto. E ancora: in certi dvd musicali si può
scegliere l’inquadratura con cui seguire il direttore o magari le
sezioni dell’orchestra. Si possono scegliere i sottotitoli per seguire
le opere, per comprendere le interviste. Si può così acquistare un dvd
all’estero sicuri di poterlo apprezzare – con qualche attenzione ai
limiti legati alle “zone commerciali”, una protezione tecnologica che
non tutti i lettori dvd riescono a scavalcare – e soprattutto, visto
che è possibile sottotitolare l’opera in più lingue, il mercato stesso
è il primo a beneficiarne: la produzione si fa più ricca, l’offerta
internazionale maggiormente ghiotta, i titoli in catalogo aumentano.
Insomma, un circolo virtuoso che par dare ragione alle case
discografiche che vi hanno scommesso: il dvd musicale potrebbe così
catturare nuove platee, dirottandole poi all’acquisto dei veri e propri
cd, che costano di meno, ma che nel campo della musica classica possono
rappresentare un piccolo scoglio psicologico per l’iniziale difficoltà
di approccio. Eppure resta interessante seguire l’evoluzione che può
compiere la percezione della nota musicale in un dvd, in cui l’ascolto
si fa anche visione e la fruizione diviene genuinamente multimediale.
L’attacco della celeberrima Quinta sinfonia di Beethoven, per esempio,
sarà sempre lo stesso: varierà a seconda dell’interpretazione, ma
quelle note sono irrinunciabili anche tra mille anni, su qualsivoglia
supporto tecnico, perché così le ha volute il genio di Bonn. Se si
vuole incidere però su un supporto video la Quinta di Beethoven, la
scelta delle immagini con cui accompagnare l’ascolto non è vincolante.
Si può fissare il direttore nell’atto di dare l’attacco; si può
inquadrare l’orchestra, magari dall’alto o dal punto di vista del
direttore; si possono ingrandire sezioni particolari degli
strumentisti. E magari si possono fare tutte queste cose insieme, dando
poi allo spettatore la possibilità di scegliere l’inquadratura
desiderata. Quanto si vuol dire, però, è che la sintassi di un video
musicale – resa possibile grazie agli straordinari sviluppi della
tecnica digitale – non è necessariamente obbligata a seguire passo
passo il suono. Nulla vieta di accompagnare l’immagine di un uragano,
di una montagna, di un vulcano o di altro a ogni nota che udiamo. È
quanto normalmente vediamo al cinema con le colonne sonore. Ma qui il
ragionamento è inverso – la conquista delle immagini a partire dalla
musica – e pertanto serve chiedersi: qual è l’immagine più appropriata
per ogni nota udita?
Sopra l’elemento irrinunciabile e vincolante della musica che si vuole
eseguire si può riprendere il concerto nella sua esecuzione, si possono
girare delle immagini a caso, magari di nessuna prossimità rispetto al
discorso musicale: si può addirittura animare un film i cui
protagonisti, invece che parlare, ci fanno capire i loro pensieri solo
agendo in funzione degli umori orchestrali. Fuor di metafora: il dvd
musicale nasce per seguire con attenzione la musica nel suo stesso
farsi. Il nascere della musica, il suo prodursi: il miracolo di
sorprendere note che hanno fatto sognare generazioni di ascoltatori
nell’atto fisiologico del loro apparire. Grazie alla posizione
privilegiata di un televisore, il dvd permette di sorprendere più da
vicino che non in teatro l’atto in cui l’aria che chiunque respira
diventa invece arte. Grazie al dvd musicale la miracolosa esperienza
artistica diventa prossima alla naturalezza: e dunque vediamo i singoli
solisti impegnati a respirare, a sollevare bacchette, a premere dei
tasti neri o bianchi. Il dvd musicale del futuro garantirà al fruitore,
nella massima libertà, di fare esperienza dell’opera d’arte a seconda
delle sue esigenze e della sua sensibilità. Grazie all’interattività,
alla capacità di scegliere da sé il proprio percorso di ascolto, deve
diventare possibile sempre più seguire la musica nei suoi particolari.
Dell’orchestra, dei singoli strumentisti, del direttore. E dunque
possibilità di scegliere i punti di vista, magari di godere in maniera
più approfondita e consapevole dell’opera d’arte con maggiori filmati,
con documentari, con sempre più lingue a disposizione. La fantasia dei
curatori deve sbizzarrirsi, la tecnologia lo permette. Si possono
inserire aspetti, schegge, filmati che magari non rientrano
precisamente nell’opera proposta, ma che tuttavia contribuiscono a
creare quell’idea virtuosa di arcipelago, di rete in cui le varie arti
sono strettamente unite.
Un recente dvd TDK documenta uno dei primi – magistrali – concerti
tenuti dalla neonata Orchestra del Festival di Lucerna voluta da
Claudio Abbado (e30,90). Il regista Michael Beyer ci mostra
attentamente ciascuno strumentista impegnato nei passaggi della seconda
sinfonia Risurrezione di Gustav Mahler e, nelle parti cantate, il dvd
offre la possibilità dei sottotitoli, tra cui l’italiano. Stesso
discorso per un’ultima uscita come Il Franco Cacciatore, l’opera
romantica per eccellenza di Carl Maria von Weber. Il dvd, anch’esso
edito da TDK, permette di gustare l’opera tedesca diretta da Nikolaus
Harnoncourt grazie agli opportuni sottotitoli in cinque lingue (€40,00).
Giovanni Caldara