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n° 48 - sabato 27 novembre 2004
Vedere, finalmente, la musica mentre nasce, di Giovanni Caldara

Vedere, finalmente, la musica mentre nasce

Un supporto tecnologico come il dvd aggiunge all’esecuzione musicale la visibilità dei movimenti, la scelta fra diverse inquadrature, i primi piani dei musicisti

A differenza della musica pop e rock, il mercato della musica classica si rinnova grazie alle nuove interpretazioni di capolavori piuttosto che dinanzi a vere e proprie primizie musicali. Vi è anche la musica contemporanea, di certo, che sta conoscendo un aumento di interesse non solo tra gli appassionati. E sicuramente è vero che la sensibilità odierna, rileggendo i grandi classici, ne illumina certi particolari capaci di gettar luce su autori oggi magari negletti, come la maggior parte dei compositori classici a noi più recenti. Ed è altrettanto vero che il successo di certe nuove canzoni non rappresenta una rivoluzione culturale nel campo della musica: il pop, il rock – più facili della musica classica – accarezzano maggiormente le attese degli ascoltatori, innovano meno nel profondo il linguaggio, non ne hanno forse bisogno e quindi, dopo milioni e milioni di dischi venduti, sembrano godere di una maggiore salute.

Per uscire dall’asfissia l’industria della musica classica pare abbia trovato un filone d’oro nel settore dei dvd musicali. Invece che riproporre per la centesima volta una nuova interpretazione di una sinfonia di Mozart o di Beethoven, tra gli scaffali dei negozi si è aperto un ampio spazio dedicato alla loro visione. Sono diventati così centinaia i dvd rubricati sotto le diverse categorie: concerti, opere, balletti, operette, ritratti di artisti.

Qui, come nei vecchi dischi, l’ingrediente irrinunciabile è la musica. Che è qualcosa di immateriale, nel senso che per essere gustata appieno non ha bisogno di essere vista: un’arte in massimo grado astratta che riempie di gioia anche una sala enorme senza tuttavia necessitare della presenza fisica degli strumentisti per rendersi appieno apprezzabile. Alcuni diranno che un disco non sostituirà mai il coinvolgimento e la bellezza di un ascolto dal vivo, dinanzi a una vera orchestra. Vero, però, mediamente, la rivoluzione apportata prima dal disco e poi dal cd è consistita proprio nel ricreare emozioni impareggiabili “fai da te”: in una piccola stanza, per strada nel traffico con il walkman, sulla cima di una montagna. Dunque, che cosa aggiunge ora un dvd musicale?

Per catturare nuove platee
Siamo nuovamente un passo avanti, non indietro. La musica come fonte di gioia è la premessa necessaria. Il desiderio di goderne il più possibile è la molla che ha permesso di ascoltarla anche oltre le gloriose eppure anguste mura dei teatri e delle sale da concerto. Quindi il dvd musicale, che permette di portare, sempre in cima alla montagna, un’orchestra magari di centinaia di professori: recuperando così la gioia di un veder fare musica. L’impresa non è nuova in assoluto, perché già con le videocassette e i più sfortunati laser disc l’appassionato poteva godersi da casa un’opera o un concerto. Di suo, in più, il dvd musicale ha portato una qualità eccellente dell’immagine (già peraltro ottima nei laser disc), e soprattutto tante possibilità di interazione: inserti, interviste al direttore d’orchestra, ai cantanti o agli stessi esecutori, ritratti dei compositori o dei luoghi dove si è svolto il concerto. E ancora: in certi dvd musicali si può scegliere l’inquadratura con cui seguire il direttore o magari le sezioni dell’orchestra. Si possono scegliere i sottotitoli per seguire le opere, per comprendere le interviste. Si può così acquistare un dvd all’estero sicuri di poterlo apprezzare – con qualche attenzione ai limiti legati alle “zone commerciali”, una protezione tecnologica che non tutti i lettori dvd riescono a scavalcare – e soprattutto, visto che è possibile sottotitolare l’opera in più lingue, il mercato stesso è il primo a beneficiarne: la produzione si fa più ricca, l’offerta internazionale maggiormente ghiotta, i titoli in catalogo aumentano.

Insomma, un circolo virtuoso che par dare ragione alle case discografiche che vi hanno scommesso: il dvd musicale potrebbe così catturare nuove platee, dirottandole poi all’acquisto dei veri e propri cd, che costano di meno, ma che nel campo della musica classica possono rappresentare un piccolo scoglio psicologico per l’iniziale difficoltà di approccio. Eppure resta interessante seguire l’evoluzione che può compiere la percezione della nota musicale in un dvd, in cui l’ascolto si fa anche visione e la fruizione diviene genuinamente multimediale.

L’attacco della celeberrima Quinta sinfonia di Beethoven, per esempio, sarà sempre lo stesso: varierà a seconda dell’interpretazione, ma quelle note sono irrinunciabili anche tra mille anni, su qualsivoglia supporto tecnico, perché così le ha volute il genio di Bonn. Se si vuole incidere però su un supporto video la Quinta di Beethoven, la scelta delle immagini con cui accompagnare l’ascolto non è vincolante. Si può fissare il direttore nell’atto di dare l’attacco; si può inquadrare l’orchestra, magari dall’alto o dal punto di vista del direttore; si possono ingrandire sezioni particolari degli strumentisti. E magari si possono fare tutte queste cose insieme, dando poi allo spettatore la possibilità di scegliere l’inquadratura desiderata. Quanto si vuol dire, però, è che la sintassi di un video musicale – resa possibile grazie agli straordinari sviluppi della tecnica digitale – non è necessariamente obbligata a seguire passo passo il suono. Nulla vieta di accompagnare l’immagine di un uragano, di una montagna, di un vulcano o di altro a ogni nota che udiamo. È quanto normalmente vediamo al cinema con le colonne sonore. Ma qui il ragionamento è inverso – la conquista delle immagini a partire dalla musica – e pertanto serve chiedersi: qual è l’immagine più appropriata per ogni nota udita?

Sopra l’elemento irrinunciabile e vincolante della musica che si vuole eseguire si può riprendere il concerto nella sua esecuzione, si possono girare delle immagini a caso, magari di nessuna prossimità rispetto al discorso musicale: si può addirittura animare un film i cui protagonisti, invece che parlare, ci fanno capire i loro pensieri solo agendo in funzione degli umori orchestrali. Fuor di metafora: il dvd musicale nasce per seguire con attenzione la musica nel suo stesso farsi. Il nascere della musica, il suo prodursi: il miracolo di sorprendere note che hanno fatto sognare generazioni di ascoltatori nell’atto fisiologico del loro apparire. Grazie alla posizione privilegiata di un televisore, il dvd permette di sorprendere più da vicino che non in teatro l’atto in cui l’aria che chiunque respira diventa invece arte. Grazie al dvd musicale la miracolosa esperienza artistica diventa prossima alla naturalezza: e dunque vediamo i singoli solisti impegnati a respirare, a sollevare bacchette, a premere dei tasti neri o bianchi. Il dvd musicale del futuro garantirà al fruitore, nella massima libertà, di fare esperienza dell’opera d’arte a seconda delle sue esigenze e della sua sensibilità. Grazie all’interattività, alla capacità di scegliere da sé il proprio percorso di ascolto, deve diventare possibile sempre più seguire la musica nei suoi particolari. Dell’orchestra, dei singoli strumentisti, del direttore. E dunque possibilità di scegliere i punti di vista, magari di godere in maniera più approfondita e consapevole dell’opera d’arte con maggiori filmati, con documentari, con sempre più lingue a disposizione. La fantasia dei curatori deve sbizzarrirsi, la tecnologia lo permette. Si possono inserire aspetti, schegge, filmati che magari non rientrano precisamente nell’opera proposta, ma che tuttavia contribuiscono a creare quell’idea virtuosa di arcipelago, di rete in cui le varie arti sono strettamente unite.

Un recente dvd TDK documenta uno dei primi – magistrali – concerti tenuti dalla neonata Orchestra del Festival di Lucerna voluta da Claudio Abbado (e30,90). Il regista Michael Beyer ci mostra attentamente ciascuno strumentista impegnato nei passaggi della seconda sinfonia Risurrezione di Gustav Mahler e, nelle parti cantate, il dvd offre la possibilità dei sottotitoli, tra cui l’italiano. Stesso discorso per un’ultima uscita come Il Franco Cacciatore, l’opera romantica per eccellenza di Carl Maria von Weber. Il dvd, anch’esso edito da TDK, permette di gustare l’opera tedesca diretta da Nikolaus Harnoncourt grazie agli opportuni sottotitoli in cinque lingue (€40,00).
Giovanni Caldara
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