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n° 47 - sabato 19 novembre 2005
Corriere.it: falsificato, di Giuseppe Romano

Corriere.it: falsificato

Internet, ovvero il cambio in tempo reale. Forse ancora non l’abbiamo capito, quanto cambio e quanto reale. Esempio: i giornalisti hanno scioperato per due giorni, di recente, per loro (qui non pertinenti) motivi. Ragion per cui molti quotidiani non sono usciti in edicola. Ma coi siti internet che si fa in questi casi? “Spegnerli” è impensabile: contengono tante informazioni e tante opportunità, anche commerciali, che non se ne può fare a meno. Al Corriere han deciso di lasciarlo online senza però aggiornarlo. Dalla mattina dell’8 novembre sulla home page compariva in rosso la seguente frase: “Sciopero dei giornalisti. Corriere.it fermo due giorni. Il sito verrà aggiornato giovedì 10 novembre”. In alto, sotto la testata, la conferma: l’indicatore cronologico delle modifiche era fermo su “Martedì 08 novembre 2005. Aggiornato alle 07.00”.

Passa un’ora, passa l’altra e nulla muta. Notizie, fotografie restano identiche. Soltanto i banner pubblicitari, noblesse oblige, s’alternano obbedendo ad algoritmi prefissati.
Tutto immobile? No. Un bit malandrino sta per mettersi all’opera. Arriva la mezzanotte dell’8 novembre e l’indicatore scatta. Ora indica: “Mercoledì  09 novembre. Aggiornato alle 07.00”. E per una giornata intera chiunque apra il sito viene tratto in inganno, ritenendo che l’aggiornamento si riferisca com’è scritto, al mercoledì, e non, com’è invece, al martedì. Nessuno della redazione scioperante se ne avvede, nessuno rimedia.

L’inganno è in diretta mondiale, perché al sito Corriere.it ci si può connettere dalla casa accanto o dall’altro capo del globo. L’internet è mare strano: uno crede di fare il giro dell’isolato e si ritrova agli antipodi. Crede di mostrare qualcosa a pochi amici e tutto il pianeta sta a guardare. Nel caso, una piccola cosa – un contatore automatico, un programmino impostato per scattare ogni ventiquattr’ore –, ha ciecamente fatto il suo piccolo passo avanti, come ogni giorno. E ha “falsificato” per un giorno intero il più grande quotidiano italiano. Mica poco.                     
Giuseppe Romano
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