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N.51 SABATO 20 dicembre 2003 |
Abbiamo un nemico comune, lo Stato |
di Raimondo Cubeddu |
Abbiamo lanciato un sasso nello stagno, coscientemente. Ora non abbiamo la minima
intenzione di ritrarre la mano. Anzi, esattamente il contrario. Il problema sul quale invita
a riflettere l'articolo del “Dom” è se le varie anime della “Grande Tradizione” occidentale
siano destinate ad accentuare le proprie distinzioni interne o se i legami comuni possano
essere la forza ideale e propulsiva di uno schieramento politico. |
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N.50 SABATO 13 dicembre 2003 |
Corti circuiti ideali, fusioni e innesti |
di Alessandro Campi |
Prendendo spunto dall’esperienza del conservatorismo statunitense, una tradizione
politico-intellettuale ricca e articolata, fortemente radicata nella società e nella cultura di
quel Paese, il Domenicale suggerisce anche per l’Italia la creazione di una “casa culturale
delle libertà”, all’interno della quale possano convivere, dialetticamente, conservatori
tradizionali e neocon, liberali classici e comunitaristi, libertari e realisti ortodossi,
tradizionalisti e liberal-socialisti: aggregare famiglie e correnti intellettuali che hanno
dimostrato sino a oggi, sulla scena italiana, una scarsa capacità di dialogo e di confronto. |
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N.49 SABATO 6 dicembre 2003 |
Eppure la verità non è “fusionista” |
di Carlo Lottieri |
Abbiamo lanciato un sasso nello stagno, coscientemente. Ora non abbiamo la minima
intenzione di ritrarre la mano. Anzi, esattamente il contrario. Il problema sul quale invita
a riflettere l'articolo del “Dom” è se le varie anime della “Grande Tradizione” occidentale
siano destinate ad accentuare le proprie distinzioni interne o se i legami comuni possano
essere la forza ideale e propulsiva di uno schieramento politico. |
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N.48 SABATO 20 novembre 2003 |
La fabbrica del “Dom” |
di Angelo Crespi |
Abbiamo lanciato un sasso nello stagno, coscientemente. Ora non abbiamo la minima
intenzione di ritrarre la mano. Anzi, esattamente il contrario.
Con le idee raccolte e proposte in Storia esemplare di un conservatorismo progressista,
elaborate e pubblicate sul “Dom” di sabato 22 novembre, intendiamo lanciare un appello
più che una sfida. Certamente, come abbiamo già scritto, non un manifesto, né tantomeno
un programma. Di questi ne conosciamo già troppi e tutti sono, direttamente o
indirettamente, ad excludendum. |
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