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(65-8 a.C.),
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Un “modo di vivere”: la fotografia e Cartier-Bresson
La sua arte raccontata da lui stesso
Come trasformare la fugacità di un istante in un’immagine di eternità. Ovvero, l’arte di Henri Cartier-Bresson (1908-2004) raccontata da lui stesso in una serie di scritti che rispecchiano, per capacità di sintesi, nitidezza della prosa e scatto dell’improvvisazione, lo stile magistrale delle sue fotografie. «Impulso spontaneo di un’attenzione visiva perpetua», la fotografia è per lui il faticoso e appassionato disvelamento di geometrie: «un ritmo di superfici, di linee e di valori» carpito alla realtà dal formidabile allenamento di un occhio curioso, che galoppa in sintonia con l’immediatezza della vita. Una lucidità di sguardo che sa riempire di significato un dettaglio apparentemente trascurabile, un atto creativo di fulminea rapidità che coordina intuitivamente tutti gli elementi visivi contenuti nell’obiettivo. «Una fotografia è per me riconoscere simultaneamente, in una frazione di secondo, da un lato il significato di un fatto e dall’altro l’organizzazione rigorosa delle forme percepite visualmente che questo fatto esprimono». Un mestiere che è «un modo di vivere», un’arte che «esige concentrazione, disciplina spirituale, sensibilità, comprensione della geometria». Rispettoso degli altri e di se stesso, Cartier-Bresson usa la sua Leica come “prolungamento” dell’occhio, per immortalare l’attimo e dire: «Ero lì, ed ecco la vita così come l’ho vista in quell’istante». Alcuni storici reportage pubblicati su Life, e qui raccolti, dimostrano come la Cina e l’Unione Sovietica degli anni Cinquanta fossero state capite in profondità dal giovane fotoreporter. Fidel Castro e Che Guevara, lo scultore Alberto Giacometti, André Breton e Jean Renoir sono solo alcuni dei grandi personaggi ritratti dall’occhio e dalla penna di Cartier-Bresson, fra istantanee capolavoro e aneddoti illuminanti. Corredato da una selezione di foto e dalla riproduzione di un disegno e alcuni autografi, il libro fa emergere bene la poetica di un artista che per tutta la vita ha «tentato di passare inosservato per meglio osservare», per «captare l’istante nella sua pienezza».

> Henri Cartier-Bresson, L’immaginario dal vero, Abscondita, Milano (tel.02/6554461), pp.104, €12,00
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